Benessere psicologico e pandemia: una sfida per le famiglie

Che la pandemia ci abbia messo a dura prova in tutti i modi possibili non è una novità.

Ad oltre un anno dall’inizio di questo lungo percorso che ci porterà – attraversando non pochi ostacoli – verso una nuova concezione della vita e dello stare insieme, sono tantissimi gli studi che si stanno affannando a cercare risposte non solo per quanto riguarda la nostra salute fisica, ma anche mentale.

Com’è facile immaginare, le difficoltà maggiori sono state sentite dai portatori di handicap, dai ceti sociali meno abbienti, dalle categorie economiche che fondano tutto sul contatto con il pubblico (ristorazione, turismo, cultura) e, ovviamente, da tutte le persone fragili che si trovano temporaneamente o permanentemente a confrontarsi con una condizione psicologica delicata. E se, da un lato, è giusto e auspicabile che queste fasce della popolazione vengano prioritariamente aiutate e tenute in considerazione, dall’altro non dobbiamo dimenticare che, però, stiamo pagando tutti le spese di questo momento storico ed è bene, quindi, “attrezzarsi” per affrontare tutto al meglio!

Benessere psicologico in famiglia: qualche consiglio

Come sottolineato dall’associazione Onlus Save the Children, anche i bambini – che si sono improvvisamente ritrovati rintanati in casa, per lunghi periodi, senza più “connessione” con l’esterno nemmeno per andare a scuola – hanno risentito tantissimo di questa situazione e meritano la giusta attenzione: tutti sono chiamati a fare la propria parte, dai genitori ai tutori, dai medici e pediatri agli insegnanti e agli adulti di riferimento. Anzi, il segreto è proprio riuscire a rendere tutto l’insieme, il nucleo allargato, protagonista di un cambiamento in positivo a 360 gradi.

E per gli adulti?

Poiché è realmente possibile aiutare gli altri solo se si sta bene con se stessi, è fondamentale dedicarsi anche al proprio benessere psicofisico. Come? Attraverso quattro consigli pratici e utilissimi:

  • concentrarsi sul “qui ed ora”, programmando impegni ed eventi a breve termine, senza cercare di controllare il futuro;
  • destinare quotidianamente del tempo all’ascolto e alla percezione della propria condizione psicofisica, captando in tempo reale segnali di malessere come fatica, spossatezza, stanchezza, eccessivo stress etc;
  • ritagliarsi delle piccole pause detox per rilassarsi – fisicamente e mentalmente – ed allentare le tensioni;
  • darsi la possibilità, ove necessario, di rivolgersi ad un esperto in caso di reazioni negative incontrollate e limitanti.

Prendersi cura di sé per prendersi cura degli altri

Ascoltarsi aiuta ad ascoltare: e in famiglia questo è anche più vero. Perché adolescenti e piccoli di casa “respirano” letteralmente l’atmosfera che si crea tra le quattro mura e non solo ne intercettano le positività e negatività ma, per effetto di mirroring, le replicano, comportandosi come delle “spugne”.

I bambini ed i ragazzi, in sostanza, provano i sentimenti che vivono attraverso di noi: ecco perché dobbiamo essere pronti ad ascoltarli, sostenerli, rassicurarli ma anche “gestirli” attraverso delle semplici – e mai soffocanti – regole da seguire che collimino con il senso di responsabilità da infondere e con gli obiettivi da raggiungere; essere onesti, sinceri, affidabili è tutto per instaurare una relazione di fiducia reciproca. In tempi di covid-19 più che mai.

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