L’opportunità meravigliosa di guardare Chagall “con gli occhi di Dio”

In occasione della Giornata della Memoria, alle ore 17 del 30 gennaio – sui canali social della Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo – ci sarà una diretta accompagnata dalle melodie di Klezmer, suonate dal vivo, incentrata sul simbolismo ebraico sotteso nelle opere del grande artista russo.

Marc Chagall è un artista magico, di una dolcezza flautata, dai contorni morbidi e soffici.

Non esistono spigoli nella sua narrativa pittorica, le sue opere sono poemetti notturni in cui il lato tragico assume vesti dai colori pastello e pure la malinconia diventa “cosa fanciullesca”.

Pascoli ci ricordava – o forse ricordava a se stesso – che in fondo la vera arte consiste nell’invecchiare senza diventare adulti, nel morire animati da una vivace gioventù.

Battiato ci sussurrava “ma c’è voluto del talento per riuscire ad invecchiare senza diventare adulti”.

Ed è questo prodigio che più mi affascina nella vasta letteratura di Chagall.

Un prodigo che assume anche note serie se interpretato alla luce dell’anima ebraica del pittore.

Attività che – a tutti gli effetti – verrà compiuta questo 30 gennaio dal Roverella.

L’iniziativa

Per la celebrazione del Giorno della Memoria è stata organizzata una imperdibile diretta Facebook e YouTube sui canali istituzionali di Palazzo Roverella alle ore 17:00, iniziativa promossa dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo in collaborazione con la Fondazione Culture Musei e con il Museo delle Culture di Lugano.

Si tratterà di una esperienza virtuale, dalla forte potenza mistica, con il nobile fine di sperimentare ciò che evoca l’ebraismo nelle opere di Chagall.

Chagall non è mai esplicito, il suo essere si diffonde attraverso il simbolismo.

Il segno, il simbolo, l’incompreso diventa nell’artista russo linguaggio universale che muove dalla tradizione favolistica russa per trasformarsi in etica pittorica.

Gli elementi originali della sintassi espressiva di Chagall si originano dal mondo ebraico e cristiano ortodosso e si incrociano poi con le grandi icone del misticismo per, infine, scontrarsi con il freddo realismo della condizione umana.

L’artista ha sempre custodito una attenzione pura nei confronti della Bibbia, considerandola la più alta forma di poesia e di arte: dagli anni ’30 inizierà a leggerla con dedizione costante.

Lo studio fu a tal punto fervente che il mercante d’arte Ambroise Vollard – per il quale Chagall aveva già illustrato “Le anime morte“ di Gogol e “Le Favole“ di La Fontaine – commissionò all’artista una serie di tavole dedicate al tema delle sacre scritture. Chagall si dedicò con anima e corpo per ben dieci anni, intraprendendo un viaggio sui luoghi della bibbia tra Egitto, Siria e Palestina: esperienza cruciale per tutta la letteratura pittorica dell’artista.

All luce di ciò, questa grande opportunità offertaci alle 17 del 30 gennaio la possiamo definire un’esperienza dai contorni meravigliosi, nel senso classico del termine. Laddove “meraviglia” deriva dal greco Thaumazo cioè: “meraviglioso: guardare con gli occhi del Dio”.

Sarà meraviglioso appunto perché guarderemo con gli occhi della religione le opere dell’artista forse più magico che il secolo scorso ha saputo donarci.

Tra arte e musica

Il racconto favolistico verrà, inoltre, impreziosito dalle melodie di Klezmer eseguite dal vivo al clarinetto basso: l’intento è quello di offrire un modello quasi icastico dello sposalizio tra arte e musica che – come anticipato nel mio scorso articolo – sarà il fil rouge della futura mostra a Palazzo Roverella

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