Il Soave per una serata incantata

Una bottiglia di Soave da aprirsi mentre si rimirano dei capolavori d’arte in un museo o, come di recente si è iniziato a proporre per sfuggire alle restrizioni da pandemia, in una visita virtuale. Questa volta si parla di vino ed arte, di garganega e Van Gogh.

Da Van Gogh al Soave, dal centro di Padova alla campagna veronese, dai colori ad olio alla garganega, tra uno sguardo al dipinto ed uno al calice. Potrebbe essere un’esperienza quasi trascendentale, da mettere in pratica come nuovo format all’interno dei musei, e mi farei decisamente promotrice in tal senso! Avete mai pensato a cosa vi piacerebbe degustare mentre rimirate dell’arte appesa alle pareti o che prende forma in mezzo ad un salone? Oggi si può provare quest’esperienza grazie alle visite virtuali ai musei: comodamente da casa, con un calice di vino che esalti il vissuto del momento. Vista e udito sarebbero sorretti da gusto ed olfatto, rapendovi definitivamente in una commistione di arte con l’arte.

Pensando alla recente serata dedicata da Marco Goldin a sei capolavori di Van Gogh in mostra al San Gaetano di Padova, è stato assai facile decidere cosa abbinarci.

Van Gogh con le sue pennellate dense e definite, cariche di colore e rotondità, spigolose nel dettaglio che racchiude un tratto caratteriale del soggetto. I suoi dipinti paiono essere protesi al movimento, reinterpretano la realtà a loro modo, quasi prendono vita. Soprattutto, alla mia vista, il loro giallo vibrante sembra animare il quadro. Tutto ciò mi ha portato ad una cantina, visitata in una serata stellata, che ha sede in una terra di origine vulcanica, tra Soave ed i Monti Lessini, da cui prende forza e ne trae dei risultati che non lasciano indifferenti: Sandro De Bruno.

L’azienda agricola Sandro De Bruno

L’esperienza in campo vinicolo della famiglia di Sandro Tasoniero, l’enologo, vanta diverse generazioni, ma l’azienda ha una vita molto recente. Il modo di approcciare al terroir e di lavorare in cantina di Sandro De Bruno l’ha portata a sperimentare, ottenendo dei grandi risultati. Le bollicine che provengono dai Monti Lessini ne sono un chiarissimo esempio: Durello che sosta 100 mesi sui lieviti, di cui è assolutamente consigliato un assaggio, magari rimirando “Autoritratto con cappello di feltro in grigio” di Mr. Van Gogh, a cui si abbina per complessità. Ma il Soave Superiore DOCG Monte San Piero può decisamente sostenere tutta una visita ad un museo d’arte in cui siano in mostra le opere del pittore olandese, virtuale o reale che sia.

Sandro Tasoniero

Questo vino, 100% garganega, si abbina già nel colore ai dipinti di Van Gogh, particolarmente a quelli del capolavoro “Covone sotto un cielo nuovoloso” narrato da Goldin, o a quelli di “Notte stellata”, a cui la mia mente va ogni volta che sento nominare questo pittore. La mineralità, molto presente grazie all’impasto del suolo in cui le uve crescono, anima l’alcolicità di questo vino, che in un vortice di aromi esotici e di fiori che sono comuni nei campi locali, tende ad un equilibrio. Rotonda spigolosità, vibrante freschezza, animata sapidità. Un Soave DOCG che si fa rispettare e che ricorda, nella sua dinamicità, il tratto ineguagliabile di Van Gogh. Un vino che nel tempo è in grado di continuare a regalare emozioni, proprio come lo fanno i dipinti che segnano la nostra crescita artistica. Espressione del territorio, espressione del vissuto, follia o genio. Arte enologica e arte pittorica. Quale scegliere? Perché non provarle entrambe contemporaneamente?

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One thought on “Il Soave per una serata incantata
  1. Magnifica esperienza di lettura dei capolavori d’arte pittorica accompagnandosi alla degustazione di vini così piacevolmente suggeriti. Molto nuova proposta, senza dubbio da provare…

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