La colazione, dimmi la tua e saprò da dove vieni

La colazione è per tutti noi il primo pasto della giornata.

Dopo aver dato retta alla sveglia che ogni mattina ci costringe a fare i conti con il nuovo giorno, ricarichiamo le energie a tavola.

La colazione, dolce o salata a seconda dei gusti e del paese, è sempre un momento importante, da gustare con un po’ di calma e magari in dolce compagnia.

Si, in compagnia. Perché il termine colazione deriva dall’antico francese collatiòn, che prende il nome dal latino collatiònem, cioè collàtus actionem. “Collàtus” è il participio passato di cònfero, cioè “contribuire“, “conferire“: durante il pasto, i commensali si riunivano per conversare e per conferire ognuno del cibo.

La colazione per i religiosi

La colazione era un momento tipico della giornata nei conventi del primo monachesimo cristiano nell’Europa del IV secolo. Indicava un breve pasto, consumato insieme dai religiosi oltre l’orario di cena, nel convivio di tarda sera.

Le regole benedettine del VI secolo istituirono degli orari destinati alle preghiere e la colazione venne spostata dopo le preghiere del mattino.

Sembra anche che i monaci confusero il termine collàtus con colatio, ovvero colatabrodo (inteso come zuppe, latte, tisane o altro) per indicare proprio questo pasto breve e in compagnia.

Il termine latino apparve per la prima volta nei testi del primo monachesimo cristiano redatti da san Giovanni Cassiano.

Da allora molti monasteri europei indicarono la “colazione” come primo pasto del mattino.

Dolce e caffè…
… pancakes…
… i muffin di Aurora

Dejeuner, dinner, coena, breakfast e lunch

Nell’antica Europa il primo pasto dopo un lungo digiuno si chiamava dis-jejuniis, in latino “rompere il digiuno”. Poteva essere consumato di sera se si era digiunato durante il giorno, oppure il mattino seguente.

Da questo termine derivarono i francesi petite dejeuner per la colazione, dejeuner, per il pranzo, e dîner, per la cena. Seguì l’inglese “dinner” per indicare il pasto serale, intorno al XIII secolo.   

Nella Roma antica, il breve pasto del mattino era allora distinto dalla coena, abbondante e ricco consumato rigorosamente in comune, verso le tre-quattro del pomeriggio. Col tempo prese piede l’abitudine di un piccolo pasto da consumarsi al mattino, il “primo del giorno”: era il “pranzo”, mentre la coena scivolò verso l’orario serale.

Nell’Antica Grecia la colazione prevedeva pezzi di pane a mollo nel latte o nel vino, già di prima mattina: a-kratismos, ovvero senza forza, senza guida, forse per indicare il pane galleggiare casualmente nella zuppa (detta a-kratos).

Dopo il V secolo circa, la collationem si diffuse nei paesi anglosassoni col nome di morgen-mete (in inglese antico il “pasto del mattino”) per distinguerlo dalla “seconda colazione”, cioè il pranzo di mezzogiorno.

Il pranzo veniva spesso chiamato noon cheon (bevanda di mezzogiorno), abbreviato nuncheon, declinato poi nell’attuale lunch.

L’antico morgen-mete diventò l’inglese breakfast, inteso come il breve pasto di primo mattino.

L’unione dei termini inglesi breakfast e lunch, è il “brunch“: un pasto leggero e frugale, generalmente consumato nei paesi anglosassoni tra la prima colazione e il pranzo.

Le brioches di Aurora e
le girelle con uvetta

Paese che vai, colazione che trovi

La colazione italiana, e anche quella francese, è generalmente dolce. A casa, come al bar o in pasticceria, si usano cibi ricchi di carboidrati: biscotti, fette biscottate, cornetti, pane con cioccolata o marmellata, yogurt, cereali da colazione, accompagnati da caffè o latte, caffellatte, cappuccino o tè.

Anche i paesi delle regioni scandinave amano la colazione dolce, spesso con crespelle dolci simili al pancake americano.

Le strutture ricettive, per comodità e soprattutto per aiutare i turisti che si muovono sempre più attraverso il mondo, servono due tipi di colazione.

La continental, diffusa in Italia e in alcune zone dell’Europa, è sostanziosa ma leggera. Offre tè o caffè accompagnato da cibi dolci, come biscotti, torte, pane e marmellata, croissant e dei succhi di frutta.

La international, o “English breakfast” o “Colazione anglosassone“. Tipica del Regno Unito e dell’Irlanda, la English è quasi un pasto vero e proprio. Prevede affettati misti (il famoso bacon); uova all’occhio, strapazzate, intere, o alla omelette; salsiccia, fagioli, a volte formaggi, pomodori. In Irlanda e in Scozia si usa il “pudding” salato, fette di sanguinaccio insaccato al forno. In Germania si privilegiano salsiccia, con uova e formaggi.

La colazione anglosassone offre latte e cereali, corn flakes, muesli, pane con burro di arachidi, crema di cioccolato o marmellata; a volte anche torte, biscotti o dolci da pasticceria, porridge (una zuppa d’avena semisolida), con succhi di frutta e caffè molto lungo.

Per abbracciare i gusti e i costumi di tutto il mondo, la international breakfast offre molte portate a seconda del luogo e delle tradizioni.

In Grecia e in Turchia si preferisce una colazione salata, con pomodoro, olive e formaggio feta.

In Polonia invece si inizia solitamente con una zuppa di latte e avena, poi si passa a formaggi freschi o stagionati, burro, pane bianco e nero, infine a marmellate da spalmare su pani dolci.

La Spagna offre i churros, dolci fritti. La Catalogna li sostituisce con bruschette al pomodoro e salsicce.

In Islanda si servono aringhe affumicate. In Galles Scozia, si trovano frattaglie di pecora e brodo d’avena.

Affettati, uova
Cous cous e verdure
Pane, olive e fantasia

Uno sguardo fuori dall’Europa

Uscendo dai confini europei, troveremo molti cibi salati a colazione.

I paesi del sud-est asiatico e dell’Estremo oriente consumano molto riso, zuppe e preparazioni di pollo e pesce, fortemente speziati.

In India, ad esempio, si mangiano patate arrosto con tofu e aglio anche di primo mattino. Nelle Filippine, mango e salsicce longganisa.

In Africa i piatti sono vari ma tendono a ottimizzare le scarse risorse alimentari disponibili. Troveremo il tipico cous cous, tutte le parti della preziosa carne animale, e verdure, cereali e granaglie.

Nei paesi arabi si mangia salato e speziato, anche se a colazione troveremo i tipici dolci al miele, come i baklava o i kumafà.

Colazioni curiose sono in Alaska, con omelette e bistecche di renna; in Marocco, con la mostarda; in Messico, con bruschette di pomodoro e carne di vitello (chilaquiles), formaggio e nachos.

Ognuno ha i suoi gusti ed il mondo è bello perché è vario. Personalmente, sono troppo legata al nostro buon caffè ed a una fetta torta fatta in casa o una brioche della pasticceria di fiducia.

La mia, come ormai sapete, è quella di Le Delizie di Aurora a Montagnana. Nelle foto, di apertura e lungo il testo, potete vedere alcune delle brioches preparate da lei, con passione e lievito madre vivo.

E voi? Che colazione preferite al mattino? Raccontateci!

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