La ricetta della Scottona alla senape di Max e… chi è Max?

Max questa volta ci propone la ricetta della scottona alla senape e ci racconta finalmente la sua storia

È da qualche settimana ormai che proponiamo spesso ricette di casa del nostro Max, come la Carbonara, la Puttanesca, le melanzane fritte…tutte ricette dal grande successo da gustare con l’ottimo vino prodotto proprio dalla cantina di Max stesso.

Il piatto che ci propone Max oggi è la ricetta della Scottona alla senape.

Non tutti sanno che la scottona non è né una razza di manzo, né un taglio. Anzi si riferisce all’età dell’animale al momento della macellazione. La scottona è una femmina di bovino tra i 15 e i 22 mesi che non ha ancora partorito.

Questa carne è ritenuta pregiata poiché molto buona, morbida e con una buona sapidità.

Vediamo quindi la preparazione di questa gustosa carne secondo la ricetta della “scottona alla senape” di Max.

Ricetta di Max

Per preparare la ricetta della scottona alla senape occorrono un sotto filetto di scottona, sale, olio evo, senape di Digione (o senape delicata), aceto balsamico.

Prendere un pezzo di sotto filetto di scottona e bucherellarlo con una forchetta da entrambi i lati.

Procedere spalmando su entrambi i lati la senape di Digione. La senape di Digione, una località della Francia che produce mostarda di alta qualità, è famosa per essere particolarmente forte. Dunque, è adatta a chi ama i sapori molto forti (e piccanti anche). Se la senape vi piace ma non volete esagerare, potete optare per quella più delicata. Lasciate riposare la carne per un’ora.

In una padella fate scaldare dell’olio evo e fate scottare la carne su entrambi i lati a fuoco alto.

Poi abbassate il fuoco e aggiungete un pizzico di sale grosso e inumidite con aceto balsamico di Modena. Mentre fate questo continuate a girare ogni tanto la carne a fuoco lento. Questo fino a che non si forma un ristretto tra senape e aceto.

Potete cuocere la carne a seconda dei gusti, al sangue o ben cotta. Quando avete finito, tagliate a fettine e disporre il ristretto che si è formato in cottura sopra la carne tagliata. Ecco che la ricetta della scottona alla senape è pronta da gustare!

Ma come abbinare questo piatto gustoso ad un buon vino?

Max ci propone il suo Vino Alabarda veronese igt Costa autoctono limited edition 2013.

ricetta della scottona alla senape abbinamento vino alabarda

A proposito del Vino Alabarda, il Sommelier Federico Paolo Ronchi dice:

“Ho avuto il piacere di assaggiare il vino Alabarda Rosso Veronese 2013 della cantina Barone Enrique Costa, dell’annata 2013 ne sono state prodotte solamente 1089 bottiglie. Vini così si bevono poche volte!

Un vino limpido impenetrabile, di colore rosso rubino con dei riflessi aranciati, di indubbia consistenza. Portato alla bocca non si può che ammirare la sua morbidezza e meravigliosa freschezza.

Raramente ho assaggiato un vino così armonico.

Complimenti al produttore che ricontatterò per acquistarne qualche bottiglia!”

Per poter acquistare i vini dell’azienda Barone Massimiliano Enrique Costa, oggi c’è una grande comodità. Infatti nonostante le difficoltà del momento è possibile comunque fare l’acquisto di due ottime bottiglie: “CORVINA veronese Costa” e “GARGANEGA veronese Costa” in esclusiva presso i supermercati Ali e Alíper, anche per spesa online e a domicilio.

Ma chi è Max?

Dietro le ricette e i vini, però c’è una persona che menzioniamo spesso, Max…ma chi è Max di preciso?

Il suo vero nome è Massimiliano Enrique Costa, un Barone discendente dalla nobile stirpe dei Costa, una delle più antiche famiglie d’Italia fin dai tempi degli antichi Romani.

Ma come è nata la passione per i vini?

La famiglia Costa, nel 1890 costruì un Mulino a Cagliari, in Viale San Pietro, di fronte alla Via Caprera. L’iniziativa fu di Emanuele Costa a cui si affiancano i figli Giovanni e Giuseppe.

L’impianto, in cui prestavano la loro attività una decina di operai, era meccanizzato e comprendeva alcuni laminatoi, una semolatrice e diverse pulitrici. La produzione giornaliera oscillava tra 120 e i 150 quintali d semola e crusca vendute a Cagliari e nell’interno dell’Isola. Ricordiamo che siamo a fine ‘800 e questi, sono numeri, importanti per il tempo!

Ai primi del ‘900 muore Emanuele e nella direzione del molino entra anche il terzo figlio Virgilio. Qualche anno dopo muore Giuseppe e l’azienda muta la ragione sociale in C. & V. F.lli Costa.

Prima della guerra mondiale si aumenta il personale e si comprano le attrezzature per la macinazione dei grani teneri: in tal modo, oltre alla semola per i pastifici, si comincia a produrre anche la farina per il pane venduta ai forni.

Nel 1929-‘30, infine, il molino subisce una radicale trasformazione: passa in un edificio a sei piani tra la Via Roma e il Viale Trieste e viene completamente automatizzato; la produzione sale così ad oltre 400 q.li giornalieri.

I Costa insomma hanno sempre avuto fiuto per l’imprenditoria e hanno sempre mostrato di saper ricavare il meglio dal loro territorio.

Ed è proprio il Barone Massimiliano Enrique Costa che conferma questa passione per mettersi in gioco e sviluppare un’attività.

Sapeva di voler creare qualcosa di speciale e unendo l’amore per la terra e il rispetto di essa, gli fu evidente la strada che doveva percorrere: creare vini di qualità.

Il percorso non fu semplice. La produzione di vino infatti conta di più sulla quantità e Max voleva concentrarsi sulla ricerca per i suoi vini.

Dopo anni di lavoro e producendo appena un migliaio di cassette di vino per annata, nel 2006 vince al Vinitaly, il concorso dei migliori vini d’Italia. Nella prossima puntata esamineremo in modo approfondito la sua produzione quindi, continuate a seguirci!!!

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