Kurt Cobain and the Grunge Revolution

Il compianto Cobain dei Nirvana e la storia del Grunge di Seattle esposti in una mostra fotografica a Palazzo Medici Riccardi di Firenze. Oltre 80 gli scatti di due fotografi molto vicini alla band.

Charles Peterson, fotografo ufficiale della Sub Pop Records, la prima casa discografica a produrre i Nirvana, testimonia la nascita del gruppo, i concerti e la scena Grunge di Seattle.

Michael Lavine, celebre fotografo pubblicitario, espone foto da servizi posati e immagini per riviste.

Un accostamento inedito che immerge il pubblico in quei giorni straordinari, dove i fan erano parte integrante di una rivoluzione musicale, e non solo.

Il Grunge e Seattle

Seattle, Stato di Washington, Stati Uniti. 1990.

Seattle è una cittadina a confine con il Canada. Grigia, bagnata, piove spesso. Ha tantissimi soprannomi, tra cui Emerald City, città degli smeraldi, per i lussureggianti alberi sempreverdi che la popolano.

La torre dello Space Needle spicca nello skyline.

Gran parte della sua economia ruota attorno al legname e al suo indotto.

La Boeing, compagnia aerea, operò laggiù fino agli inizi del 2000.

La Microsoft di Bill Gates mosse i primi passi proprio a Seattle, seguita negli anni da altre aziende delle telecomunicazioni e di internet, una tra tutte Amazon.

Tecnologia e industria da un lato, dall’altro il caffè con le compagnie per la tostatura e i locali commerciali per la sua vendita. Il più famoso nell’immaginario collettivo? Starbucks e i suoi enormi bicchieri di carta con cannuccia!

Negli anni 90 c’erano soldi, industrie, occupazione, benessere, dopo la seconda guerra mondiale e il governo Reagan.

Cobain grunge
La città di Seattle
Cobain grunge
Un concerto grunge

Seattle Sound

A tanti giovani adolescenti tutto ciò non piaceva. La ricerca del successo. La produzione continua e omologata. L’apparire piuttosto che l’essere. La carriera. Dove stavano i sentimenti? Dove stava la creatività, l’amore per sé stessi?

Allora quegli adolescenti cominciarono, inconsciamente, a ritrovarsi nei club ad ascoltare musica, anzi a suonarla. Seattle diventò la culla di moltissime band musicali. Alcune rimasero confinate a suonare nei garage di casa e alle feste di compleanno. Altre, grazie a Dio, vennero notate dai talent scout e portate all’attenzione delle case discografiche.

Si stava formando il Seattle Sound. Chi l’ha ascoltato, col cuore e non per passatempo, sa benissimo di cosa parlo. Quelle chitarre graffianti e urlanti. La voce, che un tratto ti accarezzava e un tratto ti urlava contro tutto il malessere di un’intera generazione di disadattati. La batteria, sì dava il ritmo, ma era la carica per buttare fuori la tristezza che avevi dentro.

Basta assoli interminabili. Basta tastiere, sintetizzatori e tecnicismi. Adesso bisognava urlare e graffiare. Con una chitarra, un basso e una batteria. E con la voce.

La canzone quasi sempre seguiva un suo modello “strofa-ritornello-strofa“, iniziava con un intro piuttosto oscuro e sofferto, e poi sfociava in rabbiosi ritornelli urlati.

I testi trattavano la frustrazione di vivere, la tristezza, la rabbia verso una vita vissuta passivamente, la ribellione. A volte anche con ironia quasi grottesca.

Il sound che ne derivava era sporco, immediato, grungy. La nascita del movimento Grunge.

Cobain grunge
Jeans e stivali
Cobain grunge
La camicia di flanella

Le band e la moda

Nirvana, Pearl Jam e il loro mentore canadese Neil Young, Soundgarden e Alice in Chains furono e sono le band più famose di quel periodo (a parte i PJ e Young, gli altri possiamo solo ricordarli) e le case discografiche fecero fortune con loro.

Anche la moda provò ad allungare i tentacoli, creando linee di abbigliamento ad hoc per il perfetto grunger, copiando gli outfit dei musicisti. Camicioni di flanella come i boscaioli (i cosiddetti “lumberjack”), berretti di lana, jeans rigorosamente strappati, felpe con cappuccio, Doc Marten’s ai piedi o Converse rovinate, capelli lunghi unisex.

Ma loro musicisti e noi fans non vestivamo così per essere alla moda. Della moda non ce ne importava niente. Non avevamo bisogno di una divisa, di un’etichetta per sentirci parte di un gruppo, di una corrente musicale. Ci bastava la musica per stare bene, la musica sporca, graffiante e distorta.

Info utili

“Peterson – Lavine. Come as you are: Kurt Cobain and the Grunge Revolution”

Da sabato 7 marzo a domenica 14 giugno

Palazzo Medici Riccardi, via Cavour, 1 – Firenze

Orari: da lunedì a domenica dalle 9.00 alle 19.00 (chiusura biglietteria ore 18.00). Mercoledì chiuso.

Foto di apertura di Michael Lavine.

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