Il Giorno della memoria a Venezia

Risvegliare le coscienze e tenere vivo il ricordo

Anche quest’anno si rincorrono le iniziative del giorno della memoria, dedicate alle vittime e ai terribili accadimenti dell’Olocausto, commemorati annualmente il 27 gennaio.

Vi presentiamo la programmazione per la città di Venezia, illustrata nella sala consiliare di Ca’ Farsetti durante il Consiglio comunale.

Venezia fu da sempre un punto di scambio tra Occidente e Oriente. Gli ebrei vi giunsero a partire dal XI secolo. Essendo una comunità numerosa, nel 1516 il governo decise di confinarli in una zona della città: quella del geto, le fonderie. Da lì non potevano uscire di notte e durante le festività cristiane; di giorno potevano varcare i robusti cancelli muniti di riconoscimento. Col tempo la parola geto venne storpiata in gheto. Ecco quindi l’origine del ghetto ebraico di Venezia. Il più antico d’Europa.

Le iniziative della memoria

Locandina Giorno Memoria Venezia
La locandina

Le celebrazioni sono iniziate ufficialmente lo scorso 7 gennaio con la mostra curata dal Consiglio d’Europa Venezia e intitolata “Gli ebrei stranieri di Asolo”; si snoderanno fino a domenica 9 febbraio attraverso una nutrita sequenza di conferenze, mostre, film e presentazioni di libri.

La cerimonia cittadina del Giorno della Memoria si svolgerà domenica 26 gennaio al Teatro Goldoni alle ore 11 con gli interventi del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, e del presidente della Comunità ebraica di Venezia, Paolo Gnignati. Seguirà “Il Canto delle Sapienze”, recital con un programma di musiche ebraiche composte ed eseguite dal maestro Riccardo Joshua Moretti e da un quartetto d’archi.

Pietre d'inciampo a Veneziaa
Le pietre d’inciampo

Venerdì 31 gennaio alle 9.30 inizierà da Calle Larga XXII Marzo la deposizione di 12 “Pietre d’Inciampo” in memoria dei cittadini veneziani deportati nei campi di sterminio nazisti. “È la settima edizione – ha spiegato Marco Borghi. Da sette anni Venezia riconosce attraverso questi piccoli mattoncini la restituzione di un nome negato fin dall’inizio nei campi di concentramento, e che punteggia tutto il territorio insulare veneziano. Quest’anno saranno posate dodici pietre, in ricordo di sei donne e altrettanti uomini. Con due novità: una pietra sarà dedicata a Leo Mariani, che è la vittima più giovane della Shoah veneziana, un’altra sarà in ricordo di Giuseppe Jona, medico e presidente della Comunità ebraica di Venezia morto suicida nel 1943 per non dover consegnare ai nazisti l’elenco dei cittadini ebrei rimasti in città”.

Le riflessioni

Le riflessioni emerse durante il Consiglio comunale sono state molto importanti. Vi hanno partecipato, tra gli altri, la presidente del Consiglio comunale, Ermelinda Damiano; Paolo Navarro Dina, in rappresentanza della Comunità ebraica di Venezia; Marco Borghi, direttore Iveser; l’assessore alla Sicurezza urbana, Giorgio D’Este; i consiglieri Maurizio Crovato e Giancarlo Giacomin; una rappresentanza di enti, associazioni e istituzioni che hanno collaborato alla definizione delle iniziative.

“Con grande orgoglio, negli anni, quello che possiamo chiamare un vero e proprio percorso della memoria è cresciuto tantissimo grazie soprattutto alla costante e fattiva collaborazione della Comunità ebraica, degli enti, delle istituzioni del territorio e delle molte realtà veneziane che da anni sono impegnate in questo senso”, ha confermato la presidente Damiano, sottolineando l’esordio di M9 e le oltre dieci iniziative organizzate da Ateneo Veneto.

“È un calendario denso di approfondimenti e di riflessioni che mira non solo a mantenere viva la memoria di quanto accaduto, affinché certi orrori non abbiano modo di ripetersi, ma anche a risvegliare le coscienze e dare chiavi di lettura utili per contrastare o agire tempestivamente rispetto agli episodi di violenza, odio e intolleranza dei nostri tempi”.

“Nessuno si giri più dall’altra parte o resti indifferente di fronte alle ingiustizie e alle diseguaglianze davanti alla dignità umana calpestata. Importante è, ed è stato, il coinvolgimento dei giovani e degli studenti che rappresentano il futuro di questa società”.

Sull’importanza e sull’attualità delle iniziative predisposte dal Comune si è soffermato Paolo Navarro Dina: “Credo che questo programma sia la risposta più giusta a quanto accaduto la notte di Capodanno, quando un ex parlamentare è stato malmenato da un gruppo di fascisti – ha ricordato. Crediamo che questa sequenza di eventi sia il modo migliore per rispondere all’intolleranza, alla rabbia e al razzismo che purtroppo covano nella nostra società e di cui siamo tutti spesso testimoni”.

La curiosità

Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno, come giornata di commemorazione delle vittime dell’Olocausto. È stato istituito dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite del 1º novembre 2005.

Il 27 gennaio rappresenta lo stesso giorno del 1945, quando le truppe dell’Armata Rossa, impegnate nella offensiva Vistola-Oder in direzione della Germania, liberarono il campo di concentramento di Auschwitz.

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